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Igiene e prevenzione

Igiene e prevenzione

Un bel sorriso parte sempre dalla prevenzione. Visite di controllo semestrali sono fondamentali per monitorare lo stato di salute dei propri denti e prevenire così l’insorgenza di patologie. 

Ortodonzia ed allineatori invisibili

Ortodonzia ed allineatori invisibili

Migliorare il proprio sorriso per valorizzare la propria persona. Un check-up ortodontico è necessario per decidere il tipo di trattamento più adatto.

Odontoiatria estetica

Odontoiatria estetica

Dei denti belli ed armonici consentono un sorriso smagliante. Per questo motivo l’odontoiatria estetica si pone l’obiettivo di valorizzare la forma e il colore dei denti con trattamenti specifici.

Implantologia e protesi

Implantologia e protesi

L’implantologia permette di ristabilire la funzionalità masticatoria, riportando il sorriso a coloro che hanno perso i loro denti, mediante impianti ad hoc.

Chirurgia dentale

Chirurgia dentale

La chirurgia è l’ultimo step per la vita di un dente che interviene per il ripristino della salute e della funzionalità del cavo orale.

Parodontologia

Parodontologia

La parodontologia si occupa delle malattie dei tessuti di sostegno del dente che colpiscono dapprima le gengive e poi l’osso di supporto dei denti causandone una riduzione in altezza e/o spessore, ed hanno come conseguenza finale la perdita dei denti.

Odontoiatria pediatrica

Odontoiatria pediatrica

L'igiene orale è importante fin da piccoli. La pedodonzia ha il compito di prevenire l'insorgenza di carie dei denti da latte e intercettare eventuali mal occlusioni.

Scopri il Progetto Happy Teeth dedicato all'igiene orale dei più piccoli

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L’educazione a una corretta igiene orale è fondamentale sin dalla più tenera età. Il progetto ha come obiettivo principale l’educazione a una corretta igiene orale. 

Il progetto prevede 2 incontri, un primo incontro in classe con gli alunni e un secondo con i genitori. Nel primo incontro verranno sondate le conoscenze generali della classe in merito alla materia, quindi si passerà alla fase didattica, proiettando un PowerPoint o un video con le nozion basilari. 

Successivamente si entrerà nella parte attiva in cui verrà preparato un orologio di cartoncino individuale che fungerà da promemoria di quanto appreso. 

Nel secondo incontro con i genitori verranno valutate le conoscenze acquisite, confrontate con quelle pregresse e con quelle eventualmente indicate nel nucleo familiare.

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Approfondimenti

Impronta digitale in ortodonzia: l'esperto dello studio dentistico Dental Family Bari risponde!

L’impronta dentale digitale è una nuova tecnica odontoiatrica che utilizza una telecamera ad alta precisione per prendere l’impronta della bocca del paziente. 

approfondisci impronta digitale 3shape 

Gli scanner rivestono un ruolo fondamentale in ortodonzia. Tra i vantaggi di queste apparecchiature troviamo il maggior comfort per il paziente rispetto all’impronta tradizionale. La scansione è precisa ed immediatamente disponibile, con l’impronta che può essere visualizzata subito e discussa con il paziente già in prima visita, cosa che invece non è solitamente possibile con le impronte tradizionali. Inoltre, grazie ai software che molti scanner possiedono, è possibile visualizzare, in modo orientativo, il risultato del trattamento, consentendo quindi al paziente di avere un’idea molto più concreta di quelli che sono gli obiettivi terapeutici rispetto alla semplice spiegazione orale.   

Nel trattamento ortodontico con allineatori, gli scanner intraorali diventano pressoché indispensabili.  L’impronta tradizionale per questo tipo di terapie prevede infatti un’impronta di precisione con materiali siliconici, che hanno tempi di indurimento lunghi e causano particolare disagio ai pazienti. Queste impronte devono essere ripetute più volte durante i trattamenti, soprattutto nei più complessi: spesso è necessario richiedere allineatori aggiuntivi per ottenere risultati ottimali e sicuramente ripetere più volte un’impronta di tipo tradizionale non fa piacere né al paziente né all’ortodontista. 

Utilizzare gli scanner garantisce una notevole velocità perché la possibilità di inviare i file in modalità telematica anziché spedire le impronte fisiche accorcia i tempi in modo molto significativo. Oltre a ciò, possedere dei modelli in formato digitale consente anche di “ottimizzare gli spazi”, dato che è sufficiente un computer per conservare tutti i modelli, rendendo quindi obsolete le ben note e ingombranti gipsoteche.   

 

Come si inseriscono gli allineatori trasparenti nell’ambito della digitalizzazione dello studio dentistico?  

Gli allineatori rappresentano dei dispositivi che si inseriscono benissimo nell’ambito di digitalizzazione dello studio. Questo perché, al contrario di altri manufatti (anche semplici intarsi o singole corone), gli allineatori si prestano a una gestione completamente digitale. Tutte le informazioni necessarie alla loro fabbricazione (foto, radiografie, scansioni) possono essere raccolte e gestite digitalmente, in modo che nessun passaggio tradizionale sia necessario fino alla consegna degli allineatori stessi.  

 

Quali sono i vantaggi dell’introduzione di un flusso digitale all’interno dello studio?  

Oltre ai vantaggi già citati, ossia la velocità di trasmissione dei dati, la previsualizzazione del risultato e il maggior comfort per il paziente, l’introduzione di un flusso di lavoro digitale consente anche di ridurre il rischio di infezioni crociate, essendo i puntali degli scanner molto semplici da sterilizzare in autoclave dopo ogni utilizzo. Tutti questi aspetti, insieme, concorrono all’efficientamento globale dei processi e soprattutto ad una maggior qualità percepita da parte dei pazienti.  

 

Oltre agli scanner, quali sono i dispositivi su cui puntare per iniziare il processo di digitalizzazione nello studio?  

Lo scanner è sicuramente lo strumento più importante e di fatto indispensabile. In alcune situazioni professionali anche altri strumenti possono essere ben inseriti: penso ai fresatori che consentono di eseguire alcune lavorazioni direttamente dall’odontoiatra nel proprio studio. Un occhio di riguardo può essere riservato anche alle stampanti 3D, che possono essere utilizzate anche per realizzare dime chirurgiche oppure modelli stampati sui quali produrre allineatori.   

 

In che modo un flusso di lavoro digitalmente integrato favorisce il lavoro e la relazione tra il clinico e l’odontotecnico?  

Come già sottolineato, con l’ausilio dei device digitali lo scambio di informazioni tra clinico e tecnico è molto più rapido ed efficiente. E’ possibile per il tecnico sovrapporre le scansioni intraorali, alle fotografie o anche alle scansioni del viso, ed alle radiografie tridimensionali, ottenendo così un quadro assolutamente completo della situazione del paziente.   

 

Se vuoi avere ulteriori informazioni chiamaci al numero: 0805428042

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Approfondimenti

Impronta digitale in ortodonzia: l'esperto dello studio dentistico Dental Family Bari risponde!

L’impronta dentale digitale è una nuova tecnica odontoiatrica che utilizza una telecamera ad alta precisione per prendere l’impronta della bocca del paziente. 

approfondisci impronta digitale 3shape 

Gli scanner rivestono un ruolo fondamentale in ortodonzia. Tra i vantaggi di queste apparecchiature troviamo il maggior comfort per il paziente rispetto all’impronta tradizionale. La scansione è precisa ed immediatamente disponibile, con l’impronta che può essere visualizzata subito e discussa con il paziente già in prima visita, cosa che invece non è solitamente possibile con le impronte tradizionali. Inoltre, grazie ai software che molti scanner possiedono, è possibile visualizzare, in modo orientativo, il risultato del trattamento, consentendo quindi al paziente di avere un’idea molto più concreta di quelli che sono gli obiettivi terapeutici rispetto alla semplice spiegazione orale.   

Nel trattamento ortodontico con allineatori, gli scanner intraorali diventano pressoché indispensabili.  L’impronta tradizionale per questo tipo di terapie prevede infatti un’impronta di precisione con materiali siliconici, che hanno tempi di indurimento lunghi e causano particolare disagio ai pazienti. Queste impronte devono essere ripetute più volte durante i trattamenti, soprattutto nei più complessi: spesso è necessario richiedere allineatori aggiuntivi per ottenere risultati ottimali e sicuramente ripetere più volte un’impronta di tipo tradizionale non fa piacere né al paziente né all’ortodontista. 

Utilizzare gli scanner garantisce una notevole velocità perché la possibilità di inviare i file in modalità telematica anziché spedire le impronte fisiche accorcia i tempi in modo molto significativo. Oltre a ciò, possedere dei modelli in formato digitale consente anche di “ottimizzare gli spazi”, dato che è sufficiente un computer per conservare tutti i modelli, rendendo quindi obsolete le ben note e ingombranti gipsoteche.   

 

Come si inseriscono gli allineatori trasparenti nell’ambito della digitalizzazione dello studio dentistico?  

Gli allineatori rappresentano dei dispositivi che si inseriscono benissimo nell’ambito di digitalizzazione dello studio. Questo perché, al contrario di altri manufatti (anche semplici intarsi o singole corone), gli allineatori si prestano a una gestione completamente digitale. Tutte le informazioni necessarie alla loro fabbricazione (foto, radiografie, scansioni) possono essere raccolte e gestite digitalmente, in modo che nessun passaggio tradizionale sia necessario fino alla consegna degli allineatori stessi.  

 

Quali sono i vantaggi dell’introduzione di un flusso digitale all’interno dello studio?  

Oltre ai vantaggi già citati, ossia la velocità di trasmissione dei dati, la previsualizzazione del risultato e il maggior comfort per il paziente, l’introduzione di un flusso di lavoro digitale consente anche di ridurre il rischio di infezioni crociate, essendo i puntali degli scanner molto semplici da sterilizzare in autoclave dopo ogni utilizzo. Tutti questi aspetti, insieme, concorrono all’efficientamento globale dei processi e soprattutto ad una maggior qualità percepita da parte dei pazienti.  

 

Oltre agli scanner, quali sono i dispositivi su cui puntare per iniziare il processo di digitalizzazione nello studio?  

Lo scanner è sicuramente lo strumento più importante e di fatto indispensabile. In alcune situazioni professionali anche altri strumenti possono essere ben inseriti: penso ai fresatori che consentono di eseguire alcune lavorazioni direttamente dall’odontoiatra nel proprio studio. Un occhio di riguardo può essere riservato anche alle stampanti 3D, che possono essere utilizzate anche per realizzare dime chirurgiche oppure modelli stampati sui quali produrre allineatori.   

 

In che modo un flusso di lavoro digitalmente integrato favorisce il lavoro e la relazione tra il clinico e l’odontotecnico?  

Come già sottolineato, con l’ausilio dei device digitali lo scambio di informazioni tra clinico e tecnico è molto più rapido ed efficiente. E’ possibile per il tecnico sovrapporre le scansioni intraorali, alle fotografie o anche alle scansioni del viso, ed alle radiografie tridimensionali, ottenendo così un quadro assolutamente completo della situazione del paziente.   

 

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Approfondimenti

L'apparecchio dentale fa male? Il dentista della Dental Family Bari fà chiarezza.

"Dottore dottore! Devo montare l'apparecchio ortodontico ma ho paura!" 


"Salve signora! Come mai ha paura?" 


"Ho paura di avere dolore!" 


"Dolore di cosa?" 


"La cugina di una signora che ho incontrato al supermercato ha detto che le stelline fanno male, e si sente molto dolore!" 


"Signora stia tranquilla ora le spiego tutto!" 

 

Dolore con l'apparecchio ortodontico fisso, facciamo chiarezza! 

Il trattamento ortodontico prevede il montaggio sui denti, tramite un adesivo, di bracket metallici o ceramici. Questi in genere vengono attaccati sia sui denti dell'arcata superiore che su quelli dell'arcata inferiore. 

I bracket presentano diverse dimensioni e forme; possono variare sia in base ai denti su cui andranno posizionati, sia in base alle scelte del proprio dentista. 

Questi possono essere in materiale metallico, il più comune ed utilizzato, o in materiale composito o ceramico, quindi chiaro e trasparente. 

Dopo aver preso l'impronta, digitale o analogica, per lo studio del caso e per la scelta del piano terapeutico, verrà eseguito in una seconda seduta l'incollaggio dei bracket. 

In un primo momento vengono attaccati quelli dell'arcata superiore, in genere dal primo molare di destra fino al primo molare di sinistra; in caso di necessità cliniche, si potrebbe montare le stelline anche sui secondi molari di entrambi i lati.  

I bracket si attaccano in genere sui denti definitivi, quindi in caso di pazienti in dentatura mista, sia con denti definitivi che con denti decidui da latte, quelli decidui potrebbero essere liberi, senza nessun bracket attaccato. 

Il montaggio dei bracket viene effettuato in una seduta, ed ha una durata di circa 50 minuti. 

Prima vengono puliti i denti per rimuovere la placca e le macchie con uno spazzolino rotante; in genere è consigliabile in caso di molto tartaro o placca, eseguire in una seduta distinta un'ablazione tartaro professionale con un'igienista dentale per migliorare l'adesione delle stelline sui denti. 

Dopo averli puliti, si applica un gel ed un adesivo sulla superficie dei denti, in preparazione del montaggio delle stelline. 

Il bracket viene così prima appoggiato sul singolo dente, individuando il posizionamento corretto valutando forma, altezza e dimensione del dente, e poi viene attaccato tramite una luce blu polimerizzante. 

Tale operazione si ripete per tutti i bracket, uno ad uno. 

Una volta attaccati tutti, viene posizionato un arco metallico, bloccato alla stellina tramite una legatura metallica o elastica. 

Alcuni bracket prevedono un bloccaggio "meccanico" senza richiedere l'utilizzo di legature metalliche o elastiche. 

L'arco metallico porta allo spostamento dei denti in maniera lenta e graduale. 

In genere i primi giorni dopo il montaggio delle stelline, si potrebbero avere un pò di fastidi: questi sono dovuti all'ingombro dell'apparecchio sulle labbra e sulle guance e alla sua attivazione. 

Per quanto riguarda l'ingombro, in genere nel giro di un paio di giorni ci si abitua; è consigliabile utilizzare la cera ortodontica per evitare di graffiarsi o per rendere più rapido l'adattamento. 

Per l'attivazione invece, questa provoca un pò di fastidio ai denti in quanto ricevono una pressione che li porterà a spostarsi. Tale fastidio è simile ad un'indolenzimento muscolare, come quando si ritorna in palestra dopo qualche mese di inattività. 

In questo caso un antidolorifico come OKI, Synflex, Brufen, Tachipirina, possono ridurre la sintomatologia. 

 

 

 

Se vuoi avere ulteriori informazioni chiamaci al numero 0805428042 . 

O inviaci una email a: info@dental-family.it

O prenota un appuntamento o video call al link.

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L'apparecchio dentale fa male? Il dentista della Dental Family Bari fà chiarezza.

"Dottore dottore! Devo montare l'apparecchio ortodontico ma ho paura!" 


"Salve signora! Come mai ha paura?" 


"Ho paura di avere dolore!" 


"Dolore di cosa?" 


"La cugina di una signora che ho incontrato al supermercato ha detto che le stelline fanno male, e si sente molto dolore!" 


"Signora stia tranquilla ora le spiego tutto!" 

 

Dolore con l'apparecchio ortodontico fisso, facciamo chiarezza! 

Il trattamento ortodontico prevede il montaggio sui denti, tramite un adesivo, di bracket metallici o ceramici. Questi in genere vengono attaccati sia sui denti dell'arcata superiore che su quelli dell'arcata inferiore. 

I bracket presentano diverse dimensioni e forme; possono variare sia in base ai denti su cui andranno posizionati, sia in base alle scelte del proprio dentista. 

Questi possono essere in materiale metallico, il più comune ed utilizzato, o in materiale composito o ceramico, quindi chiaro e trasparente. 

Dopo aver preso l'impronta, digitale o analogica, per lo studio del caso e per la scelta del piano terapeutico, verrà eseguito in una seconda seduta l'incollaggio dei bracket. 

In un primo momento vengono attaccati quelli dell'arcata superiore, in genere dal primo molare di destra fino al primo molare di sinistra; in caso di necessità cliniche, si potrebbe montare le stelline anche sui secondi molari di entrambi i lati.  

I bracket si attaccano in genere sui denti definitivi, quindi in caso di pazienti in dentatura mista, sia con denti definitivi che con denti decidui da latte, quelli decidui potrebbero essere liberi, senza nessun bracket attaccato. 

Il montaggio dei bracket viene effettuato in una seduta, ed ha una durata di circa 50 minuti. 

Prima vengono puliti i denti per rimuovere la placca e le macchie con uno spazzolino rotante; in genere è consigliabile in caso di molto tartaro o placca, eseguire in una seduta distinta un'ablazione tartaro professionale con un'igienista dentale per migliorare l'adesione delle stelline sui denti. 

Dopo averli puliti, si applica un gel ed un adesivo sulla superficie dei denti, in preparazione del montaggio delle stelline. 

Il bracket viene così prima appoggiato sul singolo dente, individuando il posizionamento corretto valutando forma, altezza e dimensione del dente, e poi viene attaccato tramite una luce blu polimerizzante. 

Tale operazione si ripete per tutti i bracket, uno ad uno. 

Una volta attaccati tutti, viene posizionato un arco metallico, bloccato alla stellina tramite una legatura metallica o elastica. 

Alcuni bracket prevedono un bloccaggio "meccanico" senza richiedere l'utilizzo di legature metalliche o elastiche. 

L'arco metallico porta allo spostamento dei denti in maniera lenta e graduale. 

In genere i primi giorni dopo il montaggio delle stelline, si potrebbero avere un pò di fastidi: questi sono dovuti all'ingombro dell'apparecchio sulle labbra e sulle guance e alla sua attivazione. 

Per quanto riguarda l'ingombro, in genere nel giro di un paio di giorni ci si abitua; è consigliabile utilizzare la cera ortodontica per evitare di graffiarsi o per rendere più rapido l'adattamento. 

Per l'attivazione invece, questa provoca un pò di fastidio ai denti in quanto ricevono una pressione che li porterà a spostarsi. Tale fastidio è simile ad un'indolenzimento muscolare, come quando si ritorna in palestra dopo qualche mese di inattività. 

In questo caso un antidolorifico come OKI, Synflex, Brufen, Tachipirina, possono ridurre la sintomatologia. 

 

 

 

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Approfondimenti

Correggere i denti storti nei bambini: quando si mette l'apparecchio ai denti?

Una delle domande più frequenti dei genitori è: “quando posso mettere l’apparecchio a mio figlio?”
Per chi ci conosce, sa benissimo che per noi dello studio dentistico Dental Family Bari, la prevenzione e l’osservazione di una corretta salute dentale, si inizia fin dalla più tenera età. Questo perché i denti dei bambini si vanno sviluppando gradatamente ed è importante guidare il piccolo paziente verso la più corretta routine per evitare problematiche in età avanzata.

 

Nello specifico, su quando è corretto intervenire in ambito ortodontico, nella correzione dell’allineamento dentale, noi suggeriamo in base all’età e alla sua problematica ortodontica, la terapia e quando iniziare.
In particolare la prima osservazione da affrontare su una malocclusione e se la stessa è di origine dentale o di origine scheletrica.
Nel primo caso, un intervento troppo precoce potrebbe richiedere tempistiche troppo lunghe, portando il piccolo paziente a perdere la collaborazione proprio nella fase finale, che è quella decisiva. Ricordiamoci infatti, che si tratta di bambini e che bisogna assecondare il loro temperamento.
Inoltre, l’utilizzo di apparecchi ortodontici per lungo tempo determina maggiori probabilità di lesioni dentali (demineralizzazione dello smalto) e parodontali (a livello osseo e gengivale), ma anche di un aumento del costo del trattamento.

Pertanto, le malocclusioni dentarie in cui non sono presenti squilibri scheletrici o condizioni che possano favorirne l’insorgenza, vengono generalmente trattate nelle fasi finali della permuta dentaria (intorno ai 10-11 anni).
Fino al raggiungimento di questa età è necessario però fare molta attenzione a prevenire le condizioni che possono favorirne l’insorgenza.

Come prevenire l’insorgenza di malocclusioni dentarie ai bambini?

  1. Mantenere una stabilità delle arcate dentali, qualora ci siano state perdite di elementi a causa di carie destruenti, con mantenitori di spazio.
  2. Cercare di eliminare le abitudini viziate come il succhiare le dita, il ciuccio o il labbro inferiore.
  3. Collaborare con pediatri ed otorinolaringoiatri per tenere sotto controllo ipertrofie tonsillari o adenoidee.

 

Malocclusioni dentarie di origine scheletrica in bambini

Le malocclusioni di origine scheletrica richiedono invece un trattamento precoce.


In questi casi, infatti, iniziare tardivamente può compromettere il regolare sviluppo delle arcate e dell’estetica del profilo del viso, provocando danni che diventano risolvibili solo con trattamenti più complessi e più costosi, dal momento che spesso è necessario ricorrere alla chirurgia plastica o maxillo-facciale.

 

Malocclusioni di classe III: di cosa di tratta e quando intervenire?

Le malocclusioni di classe III si presentano quando si ha l’avanzamento dell’arcata inferiore rispetto alla superiore. In questi casi si consiglia di intervenire verso i 4-5 anni per assicurare risultati estetici e funzionali al termine della crescita del paziente.

E in caso di palato stretto quando si interviene?

Un altro caso in cui il normale sviluppo scheletrico viene alterato e si richiede un intervento precoce è la deviazione funzionale laterale della mandibola, con riduzione significativa del diametro trasverso del palato (palato stretto).
Questa riduzione, che si osserva ad esempio con una certa frequenza nei pazienti in cui l’ipertrofia delle tonsille e/o delle adenoidi provoca un tipo di respirazione prevalentemente orale, si accompagna spesso allo scivolamento laterale della mandibola allo scopo di raggiungere una chiusura dentale più stabile.
In questo caso lo spostamento asimmetrico dei condili mandibolari può stimolare un accrescimento scheletrico disarmonico del mascellare inferiore, con danni estetici e funzionali.

Nel caso in cui viene alterato il normale sviluppo scheletrico, è auspicabile il rapido ristabilimento di un’armonia facciale, che può essere ottenuta con l’espansione del palato.
Questa espansione, se correttamente eseguita, consente lo svolgimento di un accrescimento scheletrico normale. In questi casi prima di interviene, migliori saranno i risultati dei successivi trattamenti terapeutici.
L’età viene scelta in base al grado di partecipazione del piccolo paziente, infatti, verso i 4 anni ci sono buone probabilità che il bambino collabori positivamente con l’ortodontista.

Malocclusioni di classe II: cos’è e quando intervenire?

La correzione di una malocclusione scheletrica di classe II (avanzamento dell’arcata superiore rispetto all’inferiore) può essere al contrario iniziata con ottimi risultati anche in tarda dentizione mista, cioè verso i 10-11 anni.
È indispensabile però, seguire fino al raggiungimento del periodo di inizio della terapia il paziente con visite di controllo periodiche (ogni 4-6 mesi) per valutare lo sviluppo scheletrico e più precisamente la velocità di accrescimento per intervenire poco prima del picco di crescita: questo allo scopo di ottenere i migliori risultati in un arco di tempo relativamente breve (circa 12-18 mesi). L’unica eccezione che porta a operare precocemente nel trattamento delle malocclusioni di classe II è quando gli incisivi superiori avanzano eccessivamente rispetto a quelli dell’arcata inferiore, e quindi sono più vulnerabili ai traumi, con conseguente rischio di frattura o perdita dell’elemento dentale.

Sebbene non sia frequente la necessità di un intervento precoce e sia sconsigliabile effettuare un trattamento molto prolungato (il tempo medio è di circa due anni e mezzo).
È auspicabile che l’ortodontista esegua una diagnosi precoce della malocclusione del piccolo paziente, dal momento che i diversi tipi della stessa, talora difficili da diagnosticare per i non addetti ai lavori, possono richiedere un intervento in tempi molto diversi.
Accade, talvolta, che malocclusioni mascherate da un corretto allineamento degli elementi dentari vengono sottoposte all’esame dell’ortodontista troppo tardivamente per consentirne una correzione ideale.
Per contro, il semplice affollamento dentale, che costituisce il principale motivo di richiesta di una visita specialistica, richiede in genere un intervento relativamente tardivo. Sulla base di quanto sinteticamente riportato, riteniamo che il dovere dell’ortodontista sia quello di intervenire nel momento più propizio per correggere una determinata malocclusione: questo consente di ottenere il risultato migliore nel minor tempo possibile, con grande vantaggio per il benessere.

Dental Family, con la sua esperienza pluri trentennale, opera sia con pazienti di età avanzata sia con i più piccoli, avviando anche progetti in collaborazione con scuole, per fare prevenzione e insegnare una corretta igiene dentale fin dalla tenera età.

Affidati agli esperti, contattaci subito e fisseremo una consulenza per studiare il tuo caso. 

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Approfondimenti

Correggere i denti storti nei bambini: quando si mette l'apparecchio ai denti?

Una delle domande più frequenti dei genitori è: “quando posso mettere l’apparecchio a mio figlio?”
Per chi ci conosce, sa benissimo che per noi dello studio dentistico Dental Family Bari, la prevenzione e l’osservazione di una corretta salute dentale, si inizia fin dalla più tenera età. Questo perché i denti dei bambini si vanno sviluppando gradatamente ed è importante guidare il piccolo paziente verso la più corretta routine per evitare problematiche in età avanzata.

 

Nello specifico, su quando è corretto intervenire in ambito ortodontico, nella correzione dell’allineamento dentale, noi suggeriamo in base all’età e alla sua problematica ortodontica, la terapia e quando iniziare.
In particolare la prima osservazione da affrontare su una malocclusione e se la stessa è di origine dentale o di origine scheletrica.
Nel primo caso, un intervento troppo precoce potrebbe richiedere tempistiche troppo lunghe, portando il piccolo paziente a perdere la collaborazione proprio nella fase finale, che è quella decisiva. Ricordiamoci infatti, che si tratta di bambini e che bisogna assecondare il loro temperamento.
Inoltre, l’utilizzo di apparecchi ortodontici per lungo tempo determina maggiori probabilità di lesioni dentali (demineralizzazione dello smalto) e parodontali (a livello osseo e gengivale), ma anche di un aumento del costo del trattamento.

Pertanto, le malocclusioni dentarie in cui non sono presenti squilibri scheletrici o condizioni che possano favorirne l’insorgenza, vengono generalmente trattate nelle fasi finali della permuta dentaria (intorno ai 10-11 anni).
Fino al raggiungimento di questa età è necessario però fare molta attenzione a prevenire le condizioni che possono favorirne l’insorgenza.

Come prevenire l’insorgenza di malocclusioni dentarie ai bambini?

  1. Mantenere una stabilità delle arcate dentali, qualora ci siano state perdite di elementi a causa di carie destruenti, con mantenitori di spazio.
  2. Cercare di eliminare le abitudini viziate come il succhiare le dita, il ciuccio o il labbro inferiore.
  3. Collaborare con pediatri ed otorinolaringoiatri per tenere sotto controllo ipertrofie tonsillari o adenoidee.

 

Malocclusioni dentarie di origine scheletrica in bambini

Le malocclusioni di origine scheletrica richiedono invece un trattamento precoce.


In questi casi, infatti, iniziare tardivamente può compromettere il regolare sviluppo delle arcate e dell’estetica del profilo del viso, provocando danni che diventano risolvibili solo con trattamenti più complessi e più costosi, dal momento che spesso è necessario ricorrere alla chirurgia plastica o maxillo-facciale.

 

Malocclusioni di classe III: di cosa di tratta e quando intervenire?

Le malocclusioni di classe III si presentano quando si ha l’avanzamento dell’arcata inferiore rispetto alla superiore. In questi casi si consiglia di intervenire verso i 4-5 anni per assicurare risultati estetici e funzionali al termine della crescita del paziente.

E in caso di palato stretto quando si interviene?

Un altro caso in cui il normale sviluppo scheletrico viene alterato e si richiede un intervento precoce è la deviazione funzionale laterale della mandibola, con riduzione significativa del diametro trasverso del palato (palato stretto).
Questa riduzione, che si osserva ad esempio con una certa frequenza nei pazienti in cui l’ipertrofia delle tonsille e/o delle adenoidi provoca un tipo di respirazione prevalentemente orale, si accompagna spesso allo scivolamento laterale della mandibola allo scopo di raggiungere una chiusura dentale più stabile.
In questo caso lo spostamento asimmetrico dei condili mandibolari può stimolare un accrescimento scheletrico disarmonico del mascellare inferiore, con danni estetici e funzionali.

Nel caso in cui viene alterato il normale sviluppo scheletrico, è auspicabile il rapido ristabilimento di un’armonia facciale, che può essere ottenuta con l’espansione del palato.
Questa espansione, se correttamente eseguita, consente lo svolgimento di un accrescimento scheletrico normale. In questi casi prima di interviene, migliori saranno i risultati dei successivi trattamenti terapeutici.
L’età viene scelta in base al grado di partecipazione del piccolo paziente, infatti, verso i 4 anni ci sono buone probabilità che il bambino collabori positivamente con l’ortodontista.

Malocclusioni di classe II: cos’è e quando intervenire?

La correzione di una malocclusione scheletrica di classe II (avanzamento dell’arcata superiore rispetto all’inferiore) può essere al contrario iniziata con ottimi risultati anche in tarda dentizione mista, cioè verso i 10-11 anni.
È indispensabile però, seguire fino al raggiungimento del periodo di inizio della terapia il paziente con visite di controllo periodiche (ogni 4-6 mesi) per valutare lo sviluppo scheletrico e più precisamente la velocità di accrescimento per intervenire poco prima del picco di crescita: questo allo scopo di ottenere i migliori risultati in un arco di tempo relativamente breve (circa 12-18 mesi). L’unica eccezione che porta a operare precocemente nel trattamento delle malocclusioni di classe II è quando gli incisivi superiori avanzano eccessivamente rispetto a quelli dell’arcata inferiore, e quindi sono più vulnerabili ai traumi, con conseguente rischio di frattura o perdita dell’elemento dentale.

Sebbene non sia frequente la necessità di un intervento precoce e sia sconsigliabile effettuare un trattamento molto prolungato (il tempo medio è di circa due anni e mezzo).
È auspicabile che l’ortodontista esegua una diagnosi precoce della malocclusione del piccolo paziente, dal momento che i diversi tipi della stessa, talora difficili da diagnosticare per i non addetti ai lavori, possono richiedere un intervento in tempi molto diversi.
Accade, talvolta, che malocclusioni mascherate da un corretto allineamento degli elementi dentari vengono sottoposte all’esame dell’ortodontista troppo tardivamente per consentirne una correzione ideale.
Per contro, il semplice affollamento dentale, che costituisce il principale motivo di richiesta di una visita specialistica, richiede in genere un intervento relativamente tardivo. Sulla base di quanto sinteticamente riportato, riteniamo che il dovere dell’ortodontista sia quello di intervenire nel momento più propizio per correggere una determinata malocclusione: questo consente di ottenere il risultato migliore nel minor tempo possibile, con grande vantaggio per il benessere.

Dental Family, con la sua esperienza pluri trentennale, opera sia con pazienti di età avanzata sia con i più piccoli, avviando anche progetti in collaborazione con scuole, per fare prevenzione e insegnare una corretta igiene dentale fin dalla tenera età.

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Approfondimenti

Impronta digitale e ortodonzia nel tuo Studio Dentistico a Bari

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Impronta digitale e ortodonzia nel tuo Studio Dentistico a Bari

L’impronta dentale digitale è una nuova tecnica odontoiatrica che utilizza una telecamera ad alta precisione per prendere l’impronta della bocca del paziente. Gli scanner rivestono un ruolo fondamentale in ortodonzia. Tra i vantaggi di queste apparecchiature troviamo il maggior comfort per il paziente rispetto all’impronta tradizionale... 
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Anni di esperienza

38

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Dottori qualificati

6

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Tipologie di servizi

12

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Pazienti Soddisfatti

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